Poesie per pensare

  • PROMEMORIA DA TUO FIGLIO
  • QUANDO IN UN PRATO …
  • E CRESCENDO IMPARI ..
  • COMPAGNI DI VOLO
  •  UN SORRISO
  • FILASTROCCA DI CASA E SCUOLA
  • POTREMO CONSIDERARCI DEI VERI GENITORI
  • I BAMBINI IMPARANO CIÒ CHE VIVONO

PROMEMORIA DA TUO FIGLIO

Adattato da “The king’s Business megazine”, pubblicato dall’Istituto Biblico di Los Angeles.

Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.

Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permette di capire in che cosa sono valido.

Non usare la forza con me. Questo mi insegna che la potenza è tutto ciò che conta. Sarò più disponibile ad essere guidato.

Non essere incoerente. Questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca tutte le volte che posso.

Non fare promesse; potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.

Non cedere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose solo per imbarazzarti, perché cercherei allora di avere altre vittorie simili.

Non essere troppo turbato quando dico: “Ti odio”. Non intendo dire questo, lo faccio perché tu sia triste per quello che mi hai fatto.

Non farmi sentire più piccolo di quanto non sia: rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.

Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un bambino e potrei continuare a tenerti al mio servizio.

Non fare che le mie “cattive abitudini” mi guadagnino molta parte della tua attenzione. Ciò mi incoraggia a continuare con esse.

Non correggermi davanti alla gente. Presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr’occhi.

Non cercare di discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio. Ovviamente il mio udito non è molto buono in quel momento e la mia collaborazione è anche peggiore. È giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlarne con calma.

Non cercare di farmi prediche. Saresti sorpreso di vedere come so bene che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.

Non farmi sentire che i miei errori sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.

Non brontolare continuamente. Se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.

Non pretendere spiegazioni per il mio comportamento scorretto. Davvero non so perché l’ho fatto.

Non mettere troppo a dura prova la mia sincerità. Vengo facilmente intimorito, tanto da dire bugie.

Non dimenticare che mi piace molto fare esperimenti. Imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.

Non proteggermi dalle conseguenze. Ho bisogno di imparare dall’esperienza.

Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere cattiva salute se questo mi attira la tua attenzione.

Non zittirmi quando faccio domande oneste. Se lo fai, scoprirai che smetto di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.

Non rispondere alle domande “sciocche” o senza senso. Desidero solo tenerti occupato di me.

Non pensare assolutamente di apparire ridicolo se ti scusi con me. Una scusa reale mi fa sentire sorprendentemente affettuoso verso di te.

Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Questo mi offre il pretesto per non seguirti.

Non preoccuparti per il tempo che passiamo insieme. È “come” lo passiamo, che conta.

Non permettere che i miei timori suscitino la mia ansia, perché allora diventerei più pauroso. Indicami il coraggio.

Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento, ma non ho bisogno di dirtelo, vero?

RICORDATI IO IMPARO PIU’ DA UN ESEMPIO CHE DA UN RIMPROVERO.

 QUANDO IN UN PRATO …

Quando in un prato si vuole andare

Ogni animaletto bisogna rispettare.

Osserva le formichine in fila indiana

Portano del cibo nella loro tana.

Le farfalle dai mille colori

Di bellezza fanno a gara con i fiori.

Sulle ali hanno una polverina

Le fa volare fino in Cina.

Ci sono le ronzanti apine

E le verdi cavallette saltellanti vicine.

Delle vespette fa paura il pungiglione?

Non disturbarle furbacchione.

Se un lombrico vedi seccare,

aiutalo con un piccolo gesto lo puoi salvare,

Fragili e piccole sono le lumachine,

sui fili d’erba si muovon come ballerine.

Ricorda se schiacci un insettino,

ci sarà una mamma triste per il suo bambino.

Quindi fai attenzione,

il rispetto per tutti gli animali

è la più bella canzone che si possa suonare.

L’empatia voglio insegnare,

dalle mosche alle zanzare.

E’ vero c’è ancora tanto da fare,

perché gli esseri umani arrivino a capire,

che gli insetti non possono subire.

Che li si schiaccia in continuazione.

Forza cantiamo una canzone,

che sappia di pace e felicità.

Nell’aria c’è profumo di libertà.

 Alessandro Vettorato, 28 marzo 2014

E CRESCENDO IMPARI…….

E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicità non e’ quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,…
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…,
la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose….
…e impari che il profumo del caffè al mattino e’ un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni
che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno,
e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco,
di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata
e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina,
leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E, nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino,impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
(Anonimo)

COMPAGNI DI VOLO

Voglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita;
ho letto da qualche parte
che gli uomini hanno un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore,
che tu abbia un’ala soltanto,
l’altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire
che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
Perché io fossi tuo compagno di volo,
insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all’ebbrezza del vento,
vivere è assaporare l’avventura della libertà,
vivere è stendere l’ala, l’unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore,
tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi,
non farmi più passare indifferente
vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,
o Signore, un’ala di riserva.
(Don Tonino Bello)

 UN SORRISO

Un sorriso non costa niente e produce molto,
arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.
Crea la felicità in casa,è il segno tangibile dell’amicizia,
un sorriso dà riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, né prestato, né rubato,
perché è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.
E se qualche volta incontrate qualcuno che non sa più sorridere,
siate generoso, dategli il vostro,
perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso
quanto colui che non può regalarne ad altri.
(Anonimo)

 FILASTROCCA DI CASA E SCUOLA

Se resti a casa, i grandi
Se ne vanno al lavoro,
vedono i posti e i mondi,
e sanno tutto loro.
E quando poi tornano,
dopo gli abbracci e i salti,
son loro che raccontano
e tu ascolti.
Ma se tu vai a scuola,
ogni giorno dell’anno
tii succedono cose che
le mamme non sanno.
E quando torni a casa,
per una buona volta,
sei tu che racconti
e mamma che ascolta.
(Bruno Tognolini)

 POTREMO CONSIDERARCI DEI VERI GENITORI

Solo se saremo riusciti a far sì che i nostri figli nemmeno si siano accorti
che alcune persone hanno il colore della pelle diverso da loro.

Se avremo insegnato loro a ringraziare per tutto ciò che hanno, non per il gusto del possesso,
ma perché avvertono il dovere ed il desiderio di fare qualcosa a chi è meno fortunato.
Se avremo insegnato loro ad amare il loro Paese, a non dimenticare che migliaia di persone
hanno sacrificato la propria vita perché oggi si possa godere della pace e della libertà.

Saremo stati i genitori che avremo dovuto essere se avremo insegnato ai nostri figli
a rispettare le leggi e a comprendere che,
anche se non sono d’accordo con esse, non devono trasgredirle,
né far ricorso alla violenza per cambiarle, ma che è loro dovere impegnarsi in prima persona per modificarle.

Se avremo insegnato loro a non arrendersi mai, qualsiasi cosa facciano o sognino,
poiché solo se non si daranno mai per vinti, prima o poi raggiungeranno il loro obiettivo.

Saremo stati i genitori che avremo dovuto essere se avremo insegnato ai nostri figli
che il mondo è semplicemente meraviglioso, pieno di brava gente, nonostante quello che vedono in televisione.

Saremo stati i genitori che avremo dovuto essere se avremo insegnato loro a rispettare gli anziani,
a prendersi cura degli animali e delle piante, a salvaguardare il pianeta.

Saremo stati i genitori che avremo dovuto essere se avremo insegnato loro ad amare, a non odiare e a non cercare vendetta.
(Anonimo)

I BAMBINI IMPARANO CIÒ CHE VIVONO

I bambini imparano ciò che vivono.
Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.
(Doret’s Law Nolte)